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lunedì 23 gennaio 2012

videogiochi pro e contro

Spesso ci chiediamo se tutta quella televisione..tutti quei videogiochi e computer....facciano bene ai nostri bambini,
oggi ho letto  un articolo dove si parlava dei i pro e dei contro sull' utilizzo dei videogiochi...certo ci sono tanti aspetti positivi..perchè si tratta non solo di videogiochi educativi insenso stretto, ma anche e soprattutto videogiochi di intrattenimento in commercio vengono utilizzati in vari ambiti:dalle lingue straniere alla letteratura, dalla matematica alla storia e alla geografia.
Gli insegnanti si aspettano che i videogiochi incrementino la motivazione degli studenti nell’apprendimento(27%), contribuiscano al raggiungimento di obiettivi educativi (24%), promuovano valori positivi (13%), migliorinole competenze sociali (come il lavoro di squadra) e intellettuali (11%). 
Ma ci sono anche molti  aspetti negativi come ..la comparsa frequente di emozioni quali rabbia, ansia e ostilità, il possibile aumento del battito cardiaco, della pressione sanguigna e della produzione dell’“ormone dello stress, l’aumento di pensieri aggressivi e della percezione di ostilità e minaccia da parte dell’esterno, fino all’aumento di comportamenti aggressivi.
Io da mamma credo che poi sia il genitore che debba intervenire,nel senso che bisogna dare in questi casi delle regole,dei tempi,,bisogna dare un equilibrio al bambino..questa è la mia opinione..e voi?qual'è la vostra opinione?parliamone :-)

mercoledì 18 gennaio 2012

Interpretare i disegni dei propri figli...Sono veramente solo scarabocchi?

Non so voi genitori...ma io avvolte rimango a guardare mio figlio mentre disegna e spesso mi domando se quello che disegna è veramente ciò che vuole esprimere o è solamente uno semplice disegno...bè...io stasera ho trovato questo articolo tratto dal sito http://www.genitoricrescono.com/.
L'ho trovato davvero molto interessante e quindi ho pensato subito di pubblicarlo nel mio blog per voi genitori..per interpretare ciò che i nostri bimbi vogliono esprimere!allora..non mi resta che augurarvi una buona lettura...




Volevamo sapere come si esprimono i bambini quando usano i colori invece delle parole, e così lo abbiamo chiesto a Mariaelena La Banca, mamma di Matteo, autrice del blog yummymummyematteo, e collaboratrice di http://www.pianetamamma.it in qualità di pedagogista. Mariaelena lavora infatti come coordinatrice delle attività didattiche nelle scuole e adora lavorare con i suoi bambini. Nel tempo libero ha trovato anche il tempo di scrivere un libro, uscito a giugno e già arrivato alla terza ristampa
101 giochi intelligenti e creativi da fare col tuo bambino da zero a cinque anni . Io, visto che l’autunno bussa alle porte in quel di Stoccolma, vado subito ad ordinarlo. Non sia mai riuscisse a farmi risollevare le sorti di qualche piovoso e buio weekend svedese, in attesa dei primi mesi del prossimo anno, quando ci sarà il lancio del secondo libro!
Ma ora vediamo come interpretare i disegni dei nostri bambini. Che io ho sempre avuto il sospetto che dietro quegli scarabocchi confusi che il Vikingo semina per casa, si nascondesse un non so che di profondo ;)
Lo scorso anno, in uno degli asili in cui sono coordinatrice didattica, ho proposto alle insegnanti un corso di formazione speciale, che prevedeva delle ore di teoria ma anche mooooolte ore di pratica! Loro hanno accettato subito con entusiasmo e così, quando Serena mi ha proposto di scrivere questo guest post, ho pensato di riproporre le basi di quel corso: l’interpretazione dello scarabocchio e del disegno dei bambini da zero a 6 anni.
Ho sentito l’esigenza di dare alle maestre uno strumento diverso, oltre a quello dell’osservazione, per capire i bambini dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia, uno strumento che desse loro l’opportunità di una risposta immediata alle reali esigenze del bambino che non sa o che non riesce, ad esprimere le emozioni, i sentimenti, con le parole ma con un linguaggio non verbale: parla disegnando.
Così ho modificato i contenuti del corso (40 ore di teoria e altrettante in aula) in modo da dare a qualunque mamma la possibilità concreta di imparare ad ascoltare e a comprendere quei bisogni del bambino che non vengono espressi a parole ma che lasciano una traccia chiara sulla carta: nei disegni, nei colori, negli scarabocchi. Ciò è particolarmente valido per i bambini più piccoli, che non sapendo ancora esprimersi correttamente con le parole, comunicano assai più liberamente con la matita. Per i bambini il disegno è un modo spontaneo di esprimere se stessi: i segni lasciati dalla matita sul foglio mostrano aspetti del carattere dei piccoli che non traspaiono dai gesti e dalle parole, illuminandone così i significati più profondi. Per questo, saper “leggere” i loro disegni, fin dagli scarabocchi dei primissimi anni di vita, permette di capire più a fondo le loro esigenze e le loro paure. Ma cosa dobbiamo osservare?
Innanzitutto predisponiamo il materiale:
Matite colorate, pennarelli, fogli bianchi
Cerchiamo di non intervenire mentre il bimbo disegna, lasciamolo libero di esprimersi.
A questo proposito ho scritto un articolo su Arno Stern, l’ideatore del cloisier, potete trovarlo qui, sul mio blog: Con un pennello in mano non si impara.
Mettiamo i colori sul tavolo, devono essere ben visibili, non dentro un astuccio, poi chiediamo al bambino di fare un bel disegno.
RACCOMANDAZIONE IMPORTANTISSIMA: non “costringete” il bambino a disegnare se non ne ha voglia, è molto facile essere presi dall’entusiasmo per questa novità ma rispettiamo sempre e comunque le naturali inclinazioni dei nostri piccoli.
A questo punto possiamo cominciare:
Osserviamo bene qual è il punto di partenza.
Ogni parte del foglio rappresenta una emozione, un sentimento, uno stato d’animo,
interpretazione disegni
ZONA SINISTRA:PASSATO
ZONA CENTRALE: PRESENTE
ZONA DESTRA: FUTURO
Cosa devo osservare?
Punto di partenza:
centrale: egocentrismo naturale del bambino
sinistra: bisogno di rimanere ancorato agli affetti familiari
destra: voglia di crescere
Margini: inibizione dei propri sentimenti
Prima dei 3 anni è normalissimo che il bimbo cominci a disegnare nella parte bassa del foglio perché è quella più vicina a lui!
Come occupa lo spazio?
Occupare tutto lo spazio: con un gesto tondo e ampio è espressione di un bambino estroverso
Spazi limitati: o delimitati volutamente con cornici e margini è espressione di un bimbo insicuro che non ama la confusione e si sente sicuro solo in famiglia.
Parte bassa del foglio: il bimbo ha sempre bisogno di rassicurazioni
Parte alta del foglio: il bimbo predilige la fantasia e la creatività
Parte centrale del foglio: si sente al centro dell’attenzione
Le forme
Linee curve: carattere aperto, socievole e comunicativo.
Linee spezzate: tensione, ipersensibilità, forte cambiamento.
Il carattere
Ogni bambino disegna in maniera diversa, vediamo la personalità di ciascuno:
Estroverso: il bimbo dal carattere estroverso si riconosce perché occupa tutto il foglio, con linee che vanno da una parte all’altra, ama i colori forti come il rosso
Introverso: privilegia le forme piccole, i colori delicati, e si concentra in un angolo del foglio
Sensibile: scarabocchia sfiorando appena il foglio scegliendo i colori tenui.
Temperamento
Il temperamento è ben visibile nei disegni:
Leader: i fogli non gli bastano mai, occupa tutto lo spazio e, spesso, anche il tavolo!!! La figura umana è disegnata in maniera ben marcata.
Il timido: disegna forme staccate, pressione leggera, molto attento a non sporcare, nel disegno della casa le abitazione saranno piccole e il tratto incerto.
L’insicuro: di solito le forme sono tonde ma tende a correggersi e a cancellarsi. Nella figura umana, spesso, mancano i piedi.
Il sognatore: il disegno è collocato nella parte alta del foglio, i disegni sono ricchi di particolari.
L’aggressivo: Tratto marcato, solchi e uso di colori forti, rappresentazione costante di mostri e animali feroci.
Il pigro: Disegna forme tonde, poco marcate, con tratto lento e molle.
Il dinamico: Finisce sempre per primo e i fogli non gli bastano mai!!!
L’egocentrico: disegna soprattutto nella parte centrale del foglio. La figura umana è disegnata accuratamente e occupa tutto il foglio.
I colori
Un altro importante punto di riferimento sono i colori scelti dal bambino:
Rosso: un bimbo che predilige il rosso è vitale ed esuberante, allegro, coraggioso e passionale. Non tollera di essere frenato in alcun modo. Se lo si frena potrebbe diventare iroso e astioso.
Giallo: energico, dinamico, libero, desideroso di apprendere e muoversi.
E’ alla ricerca dell’amicizia e, da grande, sarà portato ai lavori nel sociale. Ha bisogno di sentirsi al sicuro per potersi esprimere, va dunque elogiato quando fa qualcosa di positivo.
Verde: di solito, il bimbo che sceglie il verde è nervoso, ipersensibile ed emotivo, è molto impressionabile e ama la natura. Il bimbo lo sceglie perché il verde tende a calmare…
Blu: il bimbo è calmo e sereno. Gli piace giocare con gli altri ma anche da solo.
Viola: il bambino è stato “responsabilizzato” troppo presto. Ha paura di sbagliare e di ferire gli altri. Bisogna fare un passo indietro per seguire le sue tappe.
Marrone: Bambino serio e posato, va stimolato ad esprimersi perché tende a nascondere se stesso e, soprattutto i suoi bisogni.
Nero: il bimbo che disegna col nero è afflitto da una profonda insoddisfazione. È un colore di chiusura perché non si sente compreso e assecondato.
Grigio: bimbo che ha paura ad affrontare le difficoltà. Va compreso e aiutato a capire che, accanto a lui, c’è sempre qualcuno che può aiutarlo.
Rosa: denota una grande sensibilità, disponibile con tutti, questo bimbo sceglie compagni che non siano violenti e rumorosi.
Arancione: amato dai bambini aperti, loquaci, entusiasti di fronte alle nuove esperienze.
Turchese: tipico del bambino felice di dipendere da qualcuno, ama appoggi e incoraggiamento, e ha bisogno dell’appoggio degli altri accanto a lui. È sensibilissimo e riesce a cogliere tutte le sfumature di ciò che lo circonda.
Ora dovremmo avere un quadro chiaro della situazione!
Ci sono moltissimi libri che parlano di questo argomento per chi volesse approfondire.
Quelli che preferisco per semplicità e linearità sono quelli scritti da Evi Crotti.
Per i bimbi più grandicelli ci sono vari test da fare: c’è quello sulla figura umana, il test sulla casa e quello sull’albero che ci aiutano a capire come il bimbo veda se stesso, il legame con la famiglia e quello con la mamma.
Ma ora corriamo a far scarabocchiare i nostri cuccioli e vediamo cosa vogliono comunicarci con i loro disegni.
Il mio Matteo preferisce il marrone e l’arancione, i fogli sembrano non bastargli mai, riempie tutti gli spazi e colora dal basso verso l’alto…è proprio un furfantello!!!
Avete anche voi voglia di fare subito una prova e osservare vostro figlio disegnare? Se volete condividere i capolavori dei vostri piccoli artisti con noi, fatelo sulla nostra pagina su facebook. Ci faremo senz’altro un bel po’ di risate insieme!

tratto dal sito:http://genitoricrescono.com/interpretare-disegni-sono-veramente-solo-scarabocchi/

Bambini e natura


I bambini manifestano un grandissimo interesse per la natura e per la vita all’aria aperta
La natura, affascinante e misteriosa, permette ai bambini di non annoiarsi, in quanto offre loro delle ottime esperienze sensoriali, proprio ciò di cui hanno bisogno per imparare e crescere.
Per i bambini è infatti molto importante essere sempre indaffarati, non dimentichiamo che il loro più importante desiderio è quello di imparare, ma è inutile ingegnarsi a proporre tante attività “artificiali”: i bambini amano il mondo “reale” e le occupazioni “reali”.


Allora è bellissimo aiutare la mamma e il papà a sbrigare le loro faccende domestiche ma è altrettanto bello scoprire il mondo, attraverso una bella passeggiata in un bosco o una corsa in un prato.
Spesso i genitori si preoccupano di portare i bambini al parco giochi, dimenticandosi che ai bambini piacerebbe sicuramente di più poter esplorare la natura reale, osservarla, conoscerla, scoprire i cambiamenti che avvengono col passare dei mesi, il ripetersi delle stagioni, i meravigliosi tesori che la natura offre: le foglie d’oro in autunno, il ghiaccio brillante in inverno, i boccioli in fiore in primavera, la brezza che accarezza le chiome degli alberi in estate, le forti cortecce che nascondono tanti insetti colorati, un bastoncino di legno che come una barchetta viene trasportato dalla corrente del ruscello.
Il bambino, fino ad almeno 14 anni, dovrebbe ricevere il giusto nutrimento affettivo, esperienziale e spirituale, attraverso l’immaginazione, l’osservazione, la bellezza, il rispetto: i bambini devono ricevere calore, il calore del legno, della terra, del sole, del contatto, delle fiabe.
I bambini di oggi, al contrario, vivono nella freddezza: la freddezza delle cose materiali, della plastica, della televisione, dei computer.
Il contatto con la natura procura al bambino un grande calore, una bellissima esperienza sensoriale, un grande amore per la scoperta e per il bello e, se ben indirizzato, una incredibile ispirazione artistica e immaginativa.
Attraverso l’esplorazione di un bosco possiamo prendere spunto per moltissime storie fantastiche e avventurose, possiamo spiegare al bimbo come funziona il mondo, possiamo insegnargli l’importanza di agire in modo corretto, l’amicizia, la collaborazione, il perdono, la pazienza.
Facciamo in modo che i nostri bambini possano provare il più possibile queste emozioni, perché il mondo, nelle loro mani, diventi davvero un mondo nuovo.

Articolo tratto dal sito:  www.bimbonaturale.org   

L'IMPORTANZA DELLA MUSICA NELLA VITA DEI BAMBINI


l pianto del bambino, i suoi primi vocalizzi, il suo riconoscere le voci più familiari, quelle che sentiva dalla pancia della mamma, oppure il battito cardiaco della mamma: tutto questo fa capire che ogni essere umano ha un senso innato del ritmo ed una propria musicalità.
Secondo un´indagine commissionata da Disney Interactive sul rapporto tra la musica ed il processo formativo dei bambini, è risultato che la musica è indispensabile per lo sviluppo della fantasia e della creatività dei bambini ed, essendo un linguaggio universale, pare rappresenti uno strumento insostituibile per sviluppare nei più piccoli l´apertura nei confronti di una società sempre più multirazziale.
Dovremmo quindi imparare ad avvicinare i nostri figli all´ascolto delle sette note già dai primi mesi di vita grazie a filastrocche, ninne nanne o canzoncine.

Ogni futura mamma parla al suo bambino mentre è ancora nella pancia, raccontando cosa succede, cantandogli delle canzoni ed ogni mamma ha istintivamente un “linguaggio personale” con il proprio piccolo; ogni momento dell´infanzia ha i suoi mezzi per ascoltare e produrre musica, ma spesso non ci facciamo caso o peggio tendiamo a reprimere le attività esplorative svolte con cucchiai, pentole e forchette.
Non valorizziamo abbastanza gli aspetti sonori dei paesaggi che ci circondano, cantiamo sempre meno ninne nanne, raccontiamo poche fiabe perché le offriamo confezionate e pronte per l´uso in CD, anche senza la nostra azione diretta.
Spiega Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello Sviluppo all´Università La Sapienza di Roma â€“ “Il valore della ninna nanna, in particolare, si è affermato nei secoli proprio perché la persona che canta, la mamma, il papà, la tata, creano per i bambini i presupposti per la comunicazione. I bebé, pur non riconoscendo le parole, hanno sensibilità alla voce umana: colgono la musicalità della lingua e solo crescendo comprendono il significato dei vari termini”.
Oltre alla ninna nanna, anche l´ascolto di buona musica ha effetti positivi nella formazione e nella crescita dei bambini. “L´intelligenza musicale – riprende Anna Oliverio Ferraris – è la più precoce a svilupparsi e resta per tutta la vita”.
Sarebbe utile ripetere in modo rituale brani musicali più volte durante il giorno o la settimana per imparare ad aspettarsi un evento (per es. decidere quale sarà la musica che precede la nanna o la pappa).
Esiste una pubblicazione (edita dalla Città di Torino, in collaborazione con l’Associazione Sistema Musica e il Museo Luzzati) che si chiama MusicaTondo e che offre ai genitori consigli pratici per accompagnare i piccoli alla scoperta dei suoni, facendo maturare in loro uno speciale legame con la musica.
Questo libro, dedicato ai genitori di bambini compresi nella fascia d’età 0 – 6 anni e agli operatori del settore della prima infanzia, è in distribuzione gratuita ed è diviso in tre sezioni che vogliono rappresentare tre livelli di lettura.
Il primo, dal titolo Fare, suggerisce condotte musicali da impiegare nella relazione tra bambino e genitori, familiari, educatori: possono essere giochi vocali o corporei, pratiche di osservazione da precisi punti di vista, racconti o canzoni.
Il secondo livello, Ascoltare, suggerisce brani di musica classica e contemporanea da ascoltare durante la gravidanza, brani di approccio alla pappa o per favorire la nanna.
Il terzo livello, Sapere, contiene i fondamenti teorici e metodologici che ispirano i suggerimenti del Fare e dell´Ascoltare, ed è riservato a chi desidera approfondire le ragioni per cui si propongono quelle precise attività e ascolti.
Anche la televisione aiuta il bambino a conoscere la musica, infatti, nonostante non ami far guardare troppa televisione alla mia bambina, ho scoperto una serie di cartoni animati della Disney che si chiama “Little Einstein” e che ha come protagonisti quattro bambini tra i 4 e i 6 anni (di etnie differenti) uniti da un grande amore per la musica: tra loro c´è chi dirige, chi balla, chi canta e chi suona.
In ogni puntata i quattro bimbi partono per una missione a bordo di un’astronave musicale chiamata Rocket, alla scoperta di un mondo ricco di musica classica, opere d´arte e bellezze naturali, vivendo ogni volta esperienze indimenticabili.
Aggiungendo un testo semplice – che riprende l’avventura del giorno – alla musica dei brani classici, gli stessi pezzi diventano orecchiabili e facili da ricordare per i bambini, che si ritrovano a cantare per la casa, senza rendersene conto, sinfonie di noti compositori che di solito vengono ringraziati dai bimbi all’inizio ed alla fine di ogni cartone animato.
Aiutiamo, quindi, care mamme e cari papà i nostri bambini ad approcciare la musica, magari anche solo insegnando loro delle vecchie canzoncine o ripetendo con loro quelle che hanno imparato all’asilo, così trascorreremo insieme ai nostri figli parte del nostro tempo libero in modo piacevole e diverso dal solito.

IL DECALOGO DELLE TATE


oggi sul sito molto carino di S.O.S TATA ho trovato delle regole molto efficaci da far seguire non solo ai bambini ma ha tutta la famiglia per vivere in modo sereno...leggete..e poi fatemi sapere la vostra opinione!:-)

Sezione: I Consigli delle Tate

1) STABILIRE LE REGOLE E FARLE RISPETTARE
(troppa libertà non sempre è felicità!)
2) RISPETTARSI RECIPROCAMENTE
(Senza il rispetto, è tutto un dispetto!)
3) PROGRAMMARE I TEMPI DELLA GIORNATA
(Essere in orario è straordinario)
4) RISPETTARE I PROPRI SPAZI E QUELLI DI CASA
(A ciascuno il suo e un po’ per tutti)
5) URLARE NON SERVE MAI
(Anche l’orecchio vuole la sua parte)
6) COMUNICARE CON SINCERITA’
(Le bugie hanno le gambe corte e i musi lunghi…)
7) ESSERE COMPLICI NELL’EDUCAZIONE DEI FIGLI
(E’ il vostro bellissimo progetto di vita)
8 ) NON ALZARE LE MANI: SERVONO PER MILIONI DI ALTRE MAGNIFICHE COSE…
(Gioco di mani, gioco da villani)
9) MANGIARE E’ SEMPRE UN RITO IMPORTANTE
(Intorno al tavolo in compagnia, è il segreto per l’allegria!)
10) TROVARE OGNI GIORNO ALMENO 10 MINUTI DI TEMPO DI QUALITA’ PER STARE CON OGNI BAMBINO
(Fai venir fuori il bambino che c’è in te… e il gioco è fatto!)


(pubblicato e preso dal sito http://www.sostata.tv/il-decalogo-delle-tate/)

Figli: Rapporto di coppia e rispetto per se stessi

Rapporto di coppia ed educazione dei figli

Il rapporto di coppia: prima di essere mamma e papa', si e' marito e moglie oppure compagni, ed il modo di stare insieme delle due persone, il loro rapporto, il modo di comunicare, di voler bene all'altro e a se stessi, di vivere ed affrontare i problemi legati alla coppia, incide profondamente su come si cresceranno poi i propri figli.
A volte capita che problemi che nella coppia sono rimasti irrisolti perche' nella vita a due gli si e' dato poca importanza, vengano alla luce nel momento che si ha un figlio, proprio quando si e' meno preparati ad affrontarli, e cio' puo' determinare momenti di crisi che si ripercuotono inevitabilmente sul bambino.
Una coppia matura invece, coglie il momento per appianare conflitti che non erano stati affrontati, collaborando e migliorando il proprio modo di vivere la relazione.

Rispetto per se stessi ed educazione dei figli

Non tutti purtroppo crescono il figlio in due, spesso succede che un genitore rimanga solo perche' la coppia si divide, importante e' comunque:
Il rispetto per se stessi: educare un figlio significa insegnargli a vivere, vuol dire anche renderlo in grado di operare le scelte migliori, di vivere serenamente e ad un certo punto di farcela da solo.
Difficile pensare di riuscire in un compito cosi' importante se non si ha per primi la capacita' di risolvere i propri problemi, di vivere la vita in maniera piacevole, rispettando gli altri e se stessi.
Un genitore infelice facilmente trasmettera' infelicita', un genitore felice trasmettera' gioia di vivere.


articolo tratto dal sito http://www.psicocitta.it/crescita-personale/educazione-dei-figli/rapporto-di-coppia.php

EDUCAZIONE DEI FIGLI

Educazione dei figli e rapporto di coppia

L'educazione dei figli e' un argomento vasto e importante, molti genitori infatti si trovano nella condizione di pensare di aver fatto tutto il possibile per dare una buona educazione ai propri figli e non riescono a capire cosa sia andato storto, quale possa essere stato l'errore....
Non e' semplice in poche righe definire quali siano le migliori regole per una buona educazione, ed ogni caso va visto a se'.
E' bene pero' sottolineare che ci sono alcuni aspetti che sono di particolare importanza e che secondo alcuni autori stanno alla base di una buona educazione e sono:

Perche' a volte il rapporto con i propri figli e' cosi' difficile?

Il compito del genitore non e' cosa per nulla facile, soprattutto quando entrambi lavorano o ancor di piu' se si e' soli a doverli crescere.
Alcune cause dei problemi nel rapporto con i figli sono:

Regole sull'Educazione dei figli

Ci sono comunque alcune regole che, come dicevamo prima, secondo alcuni studiosi sono una buona base per l'educazione dei propri figli, e che, anche se riduttivo, possiamo riassumere brevemente:
    Dare regole coerenti
    Non fare promesse che non si e' in grado di mantenere
    Saper ascoltare
    Non usare violenza
    Dare affetto
    Non ordinare ma "guidare"
    Non rinfacciare mai le sue debolezze
    Proibire solo cio' che effettivamente il figlio non puo' fare
    Non rivolgersi a lui come persona, ma a quello che fa
    Dialogare