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mercoledì 18 gennaio 2012

EDUCAZIONE DEI FIGLI

Educazione dei figli e rapporto di coppia

L'educazione dei figli e' un argomento vasto e importante, molti genitori infatti si trovano nella condizione di pensare di aver fatto tutto il possibile per dare una buona educazione ai propri figli e non riescono a capire cosa sia andato storto, quale possa essere stato l'errore....
Non e' semplice in poche righe definire quali siano le migliori regole per una buona educazione, ed ogni caso va visto a se'.
E' bene pero' sottolineare che ci sono alcuni aspetti che sono di particolare importanza e che secondo alcuni autori stanno alla base di una buona educazione e sono:

Perche' a volte il rapporto con i propri figli e' cosi' difficile?

Il compito del genitore non e' cosa per nulla facile, soprattutto quando entrambi lavorano o ancor di piu' se si e' soli a doverli crescere.
Alcune cause dei problemi nel rapporto con i figli sono:

Regole sull'Educazione dei figli

Ci sono comunque alcune regole che, come dicevamo prima, secondo alcuni studiosi sono una buona base per l'educazione dei propri figli, e che, anche se riduttivo, possiamo riassumere brevemente:
    Dare regole coerenti
    Non fare promesse che non si e' in grado di mantenere
    Saper ascoltare
    Non usare violenza
    Dare affetto
    Non ordinare ma "guidare"
    Non rinfacciare mai le sue debolezze
    Proibire solo cio' che effettivamente il figlio non puo' fare
    Non rivolgersi a lui come persona, ma a quello che fa
    Dialogare     

martedì 17 gennaio 2012

IL BAMBINO E LA TELEVISIONE

QUANTA TELEVISIONE FACCIAMO GUARDARE AI NOSTRI BIMBI?DIAMOA LORO DEI TEMPI?DELLE REGOLE?QUANTO INFLUISCE GUARDARE TROPPA TELEVISIONE?...ECCO ALCUNE INDICAZIONI PER UN USO CORRETTO DELLA TELEVISIONE

La televisione pervade la vita dei soggetti in età evolutiva nei paesi industrializzati e sempre più anche nei paesi in via di sviluppo. Il bambino è spesso, fin dai primi anni, un grande consumatore di programmi televisivi (bambino televisivo): in Italia l'esposizione media dei bambini alla TV è di 2 ore e quaranta minuti al giorno.
Se da un lato il mezzo televisivo produce effetti positivi (per quanto riguarda l'apprendimento, la cultura, la socializzazione…), dall'altro può causare problematiche sia di tipo psicosociale, sia di tipo sociosanitario, che di tipo più strettamente medico.
Pertanto si impone da parte dei pediatri, quali tutori dell'infanzia, un intervento sia per rendere consapevoli genitori ed educatori dell'influenza della televisione nell'età evolutiva, sia per organizzare campagne di informazione ad ampio raggio e intervenire, ai vari livelli politici e legislativi.
I 15 suggerimenti che seguono sono rivolti ai genitori e a tutti coloro che sono a contatto con il "pianeta bambino". Essi non hanno lo scopo di distruggere la televisione, ma di restituirle il suo vero ruolo: quello di un utile strumento di cultura, di aggiornamento e di svago a disposizione di tutti.
Consigli di questo genere, sintetizzati nei punti principali, potrebbero essere affissi nelle sale di attesa degli ambulatori dei pediatri e servire come momento di educazione sanitaria per i genitori. La versione più estesa, invece potrebbe essere consegnata dal pediatra stesso, con qualche commento e eventuali chiarimenti per rafforzare ulteriormente il messaggio educativo.

1. Proporre ai bambini i programmi più adatti a loro.

Non è necessario suggerire soltanto trasmissioni serie e istruttive, ma consigliare anche quelle più belle, interessanti e adatte alla loro età. Per esempio esistono cartoni animati a ritmi lenti, con pochi personaggi e vicende semplici che sono più vicini alla psicologia e al linguaggio del bambino.
Sicuramente è necessario evitare di far vedere film dell'orrore e trasmissioni con scene di violenza; se occorre, anche gli adulti dovrebbero rinunciare a vederli.

2. Guardare la televisione insieme ai bambini.

È un modo per dare ai propri figli una chiave di interpretazione per capire ciò che appare sul teleschermo; si aiutano così i bambini ad avere un atteggiamento più attivo di fronte all'immagine, alle emozioni e ai messaggi televisivi.
Inoltre commentare insieme i programmi può essere una piacevole occasione di incontro per la famiglia! Attenzione! Non si tratta di spiegare i programmi, ma di interpretarli manifestando reazioni anche emotive e commentando i fatti presentati in modo diverso se sono reali o finzione.

3. Non utilizzare la televisione come castigo o premio.

In caso contrario, le viene attribuito un valore morale che non ha.
Inoltre, nel proibire privando si rendono i programmi ancora più desiderabili, mentre lo scopo educativo dovrebbe essere quello di insegnare un uso della televisione libero e volontario, e fare in modo che venga utilizzata per scelta e non per bisogno.

4. Non usare la tv come baby-sitter.

Una utilizzazione di questo tipo, anche se comoda e economica, può in seguito diventare incontrollabile. Oltre a questo, il bambino spesso tende, se lasciato a se stesso, a consumare cibi e bevande dolci davanti alla televisione.

5. Stabilire insieme ai bambini il tempo da dedicare alla tv.

La quantità consentita è di circa un'ora e mezzo al giorno (anche non costante) durante il periodo scolastico e di circa 2 ore durante le vacanze o i fine-settimana. Inoltre si può cercare di definire le fasce orarie più adatte.

6. Evitare che i bambini guardino la tv prima di andare a scuola.

È necessario salvaguardare il sonno dei figli e il momento della prima colazione insieme ai genitori.
La TV al mattino presto ruba tempo e attenzione alla scuola. Può accadere che i bambini si alzino prima del necessario per vedere la TV o vadano a scuola in ritardo per non perdere una parte della trasmissione e quindi vi arrivino stanchi e poco motivati.

7. Evitare che i bambini guardino la tv fino al momento di andare a letto.

Devono essere essenzialmente proibiti i programmi emozionanti. Così se i bambini avranno qualche momento di calma prima di andare a dormire, riposeranno più tranquillamente; è ovvio che ci sono le dovute eccezioni, come ad esempio, la trasmissione di programmi rivolti specificatamente al pubblico infantile.

8. Tenere la tv spenta durante le ore dei pasti e dei compiti.

La colazione, il pranzo e la cena sono spesso i momenti in cui i genitori si ritrovano di più con i figli e la TV può sottrarre questo spazio al dialogo all'interno della famiglia.
Dividersi fra teleschermo e studio passando continuamente da un centro di interesse all'altro, può far diminuire l'attenzione e la concentrazione su un unico argomento.

9. Non lasciare in mano al bambino il telecomando.

Lo zapping ha dei gravi difetti, perché in genere permette di tralasciare descrizioni, dialoghi, ragionamenti, privilegiando quasi esclusivamente l'azione.
Saltare da una trasmissione all'altra causa una comprensione parziale (che fa cogliere solo i messaggi più semplici) e una attenzione breve e superficiale; da sottolineare inoltre che il bambino potrebbe trovare programmi non adatti a lui.

10. Non collocare il televisore nella camera dei bambini.

La TV va controllata e regolamentata dagli adulti: in caso contrario si perde il controllo su ciò che il bambino vede e per quanto tempo rimane davanti al teleschermo. Inoltre c'è il pericolo di allontanare i figli dai genitori, rinunciando ad una occasione di dialogo con loro.

11. Usare spesso il videoregistratore.

Ciò consente di creare una videoteca e di valutare i programmi televisivi prima di proporli al bambino. Si può decidere l'ora e il tempo più opportuni per seguire una trasmissione registrata in precedenza.

12. Cercare valide alternative rispetto alla televisione.

Promuovere la lettura, la partecipazione ad attività sportive, ad incontri con gli amici…
In vacanza è opportuno rinunciare alla TV, prendendo in tal modo coscienza che la televisione non è indispensabile e che la teledipendenza deriva più dalle circostanze esterne che dalla sua forza.

13. Disporre di libri adatti a sviluppare gli interessi prodotti dalle trasmissioni televisive.

Televisione e libri costituiscono mezzi di informazione complementari che vanno impiegati uno a fianco dell'altro e, in questo senso, la scuola e la biblioteca, insieme alla famiglia, rivestono una grande importanza.

14. Prestare attenzione alle "condizioni" della visione e dell'ascolto.

Evitare che il bambino assuma posture scorrette mentre guarda la TV (ad esempio sdraiato per terra o sul letto, in posizione prona con il mento sorretto dalle mani);
Controllare che la distanza del bambino dall'apparecchio televisivo sia di almeno 3 metri.
Verificare che:
  • la posizione dell'apparecchio sia centrale rispetto a chi guarda;
  • l'immagine sia poco contrastata (contrasto e luminosità delle immagini non alla massima intensità);
  • la stanza non sia completamente buia (presenza di luce dietro e sopra il televisore);
  • non ci siano riflessi sullo schermo;
  • il volume del suono non sia troppo intenso (entro 70 dB).

15. Controllare la qualità e la quantità degli alimenti assunti davanti alla televisione.

Evitare in particolare il consumo esagerato di alimenti e bevande dolci.


a cura di: Dott. Massimo Generoso (pediatra)

Il ruolo dei nonni nello sviluppo educativo dei bambini

Oggi voglio parlare del ruolo dei nonni...un tema di grande importanza!

L’importanza dei nonni per i bambini è assoluta.

Il tenero rapporto di complicità  che si crea tra nonni e nipoti è così bello che, quando possibile, non deve mancare ai piccoli. Questa dolce relazione risulterà indimenticabile nel tempo e verrà ricordata in epoca adulta con molta nostalgia.

Guardate cos'ho trovato nel sito genitoricrescono.com...un interessante articolo dedicato appunto al ruolo dei nonni...
Terminato di leggere l'articolo, volevo chiedervi qual'è la vostra opinione a proposito di questo argomento?


Vita coi nonni

Ad un certo punto arriva per molte mamme (ormai quasi per tutte, fortunatamente) il momento di tornare al lavoro. Che trauma!
Ho letto che le coppie italiane cercano casa in un raggio di non oltre 3 km dall’abitazione dei genitori di uno dei due: che sia italico mammismo o necessità è un discorso troppo articolato e fuori tema per questo blog, ma prendiamo atto che i nonni, in Italia più che in ogni altro luogo nel mondo occidentale, sono parte integrante nella vita e nell’educazione dei bambini.
Infatti, laddove ci siano i nonni disponibili e ben dislocati, nessuna famiglia italiana sceglierà l’asilo nido: per la difficoltà che tutti conosciamo di accedere agli asili comunali, soprattutto nelle grandi città; per i costi proibitivi degli asili privati e, non ultimo, per cultura e per iperprotettività congenita.
I nonni normalmente accudiscono a tempo pieno i nipotini almeno fino al primo anno di vita, molti anche fino a due anni, età in cui si riesce a far entrare i nostri figli ameno in una “sezione primavera” o in un “progetto ponte”, meno irraggiungibili di un asilo nido. Poi, restano “in carica” in quella fascia oraria tra l’uscita da scuola e l’orario in cui noi genitori finiamo di lavorare. Spesso si sobbarcano anche le attività sportive dei nipoti e tutti i giorni in cui sono malati e non possono andare a scuola. Non mancano anche di contribuire alla verifica dei compiti e di trascorrere qualche fine pomeriggio di primavera ai giardinetti.
Insomma: abbiamo una generazione di giovani sessantenni che, se in salute, si fanno volentieri in quattro per noi, generazione di eterni figli a vita e, soprattutto, per i loro nipotini!
Nella maggior parte dei casi, nascerà un incantevole idillio tra i nostri genitori o suoceri ed i nostri figli: un rapporto dal quale giustamente saremo tagliati fuori.
Impariamo prima di tutto a rispettare questo rapporto: evitiamo le gelosie, le crisi ed i sensi di colpa se la nostra bambina decide di rimanere ancora un po’ a casa della nonna a cucinare i biscotti, nonostante noi siamo tornate trafelate e di corsa dal lavoro solo per ritagliare un’oretta da trascorrere con lei. Non sta rifiutando noi per preferire la nonna, ci sta solo facendo capire che rimanere con la nonna quando noi non ci siamo, è una situazione che la gratifica e la fa stare bene: sta approvando la nostra organizzazione familiare, ci sta facendo capire che mamma e papà possono stare tranquilli perchè, in loro assenza, sta bene.
Molto più difficile sarà ridisegnare i nostri rapporti con genitori e suoceri. Aspettatevi di veder venire a galla tutti i conflitti che fino a quel momento erano sopiti ed irrisolti: vedrete riaffiorare tensioni adolescenziali. E’ proprio una questione di riformulare i ruoli: non siamo più figli, siamo diventati genitori e vogliamo affermarlo con la generazione precedente. Se proprio vogliamo, il problema è nelle nostre insicurezze: loro, i nonni, hanno molte più certezze di noi, si sentono più liberi, anche di sbagliare; con la nascita dei nipoti si sono sbarazzati del peso della responsabilità di essere genitori e vivono con più leggerezza il rapporto con i bambini.
Una baby-sitter sarà sempre più disposta di un nonno a seguire le nostre “direttive” educative e pratiche: in fondo è pagata per eseguire. I nonni sono molto, ma molto più… “indisciplinati”. Hanno un’opinione sui loro nipoti ed intendono farla valere, ci contrasteranno, ci criticheranno, faranno esattamente il contrario di quello che abbiamo loro raccomandato… ma ricordiamoci sempre che nessuno al mondo vorrà bene ai nostri figli come loro.
Vorrei concludere con un piccolo sunto dei pro e contro:
PRO
- i nonni amano i loro nipoti, in modo incondizionato, in modo libero e spesso con gioia: noi a volte non possiamo permetterci quella loro raggiunta leggerezza perchè abbiamo vite complicate e responsabilità: lasciamo che i nostri bambini godano di loro;
- sono responsabili, attenti, sicuri;
- mi vergogno a dirlo: sono molto economici… un budget familiare ristretto spesso non può assolutamente prevedere una baby-sitter o un nido privato;
- offrono ai nostri bambini ed a se stessi un rapporto interpersonale insostituibile: per i nonni è un’occasione di giovinezza, ma per i bambini è una ricchezza apprezzare e conoscere la vecchiaia.
CONTRO
- quasi mai seguono le idee dei loro figli nell’educare i nipoti;
- viziano i nipoti: ma questo è poco più di un luogo comune, i bambini sanno benissimo orientare i loro comportamenti a seconda della persona con cui si relazionano, non abbiate paura che “si portino i vizi a casa”;
- ci mettono in discussione come genitori: è sgradevole per noi, proviamo però ad essere umili ed a fare tesoro delle critiche, anche di quelle che non condividiamo;
- sono spesso iperprotettivi e tendono a mettere i loro nipoti al centro del mondo: sarà nostro compito comportarci diversamente con i nostri figli, noi abbiamo il dovere di educare.
Io sono una figlia cresciuta con una nonna molto presente, sono una madre che cresce il figlio con l’aiuto di mia madre e, fortuna immensa, anche con quello di mia nonna. Mio figlio ha avuto un nonno solo per i suoi primi due anni e mezzo e si sono adorati. Mio marito ha vissuto con i nonni in casa e per lui sono stati una presenza fondamentale. Questa è la nostra esperienza.

(articolo tratto da genitoricrescono.com)

lunedì 16 gennaio 2012

Come insegnare ai bambini ad amare la lettura

Leggete i libri ai vostri bambini?ai bambini piace leggere ed ascoltare le favole?
Ecco alcune dritte per far amare ed appassionare i vostri bambini alla lettura!!



1) Storytelling: raccontate ai bimbi una storia di vostra invenzione, senza necessariamente riferirsi ad un libro. Potete personalizzarla, facendo dei vostri figli gli eroi del racconto. A casa nostra, si raccontano spesso le gesta del cavaliere Sorley (6 anni) e le esplorazioni dell’astronauta Luca (3 anni)! Potete anche raccontare una lunga storia a puntate, e farne un appuntamento giornaliero, magari all’ora del bagnetto o di andare a letto. Non temete se vi sembra di non essere in grado, l’immaginazione viene raccontando. I bambini sono un’audience molto incoraggiante.
2) Incoraggiare i bambini ad inventare le proprie storie. Questo puo’ essere fatto proponendo un inizio e chiedendo “cosa succede dopo”? Oppure creando un personaggio, magari disegnandolo anche. Se l’ispirazione si inceppa, si possono usare carte tematiche che illustrano luoghi o oggetti, cercando di “tesserli” nella storia. Con i miei figli funzionano bene le storie di ambientazione quotidiana, quelle che cominciano magari con una spedizione al supermercato o una festa di compleanno o una mattina come tante altre, in cui improvvisamente accade qualcosa di magico e inaspettato. Ad esempio, mio figlio ha inventato un compagno di asilo proveniente da un altro pianeta, protagonista di mille avventure.
3) Il circolo delle storie: con i bambini un po’ piu’ grandi, e’ divertente sedersi in circolo, e creare una storia a turno. Si propone un inizio, e i membri del circolo continuano la storia uno ad uno. E’ utile avere un oggetto, ad esempio una mela, che si passa di mano in mano, stabilendo la regola che solo quando si ha in mano quell’oggetto si puo’ parlare. Questo e’ utile per evitare il caos! Il circolo delle storie e’ un gioco che facciamo spesso alle feste.
4) I mille modi di scrivere un libro: i libri non si scrivono solo con le parole. Incoraggiate i bimbi a fare dei disegni “in sequenza”, cui poi potete aggiungere una descrizione. Siate creativi: aggiungete una mappa, una lettera, dei fiori pressati, degli scontrini, degli adesivi, creando un libro “vivo” a cui i bambini possono relazionarsi. Potete rilegarli, con una spillatrice o cucendoli, aggiungendo una copertina cartonata. Noi abbiamo acquistato dei grandi album di carta di zucchero in mille colori, su cui possiamo sia disegnare, sia incollare cio’ che preferiamo. Le copertine possono essere disegnate o stampate, utilizzando magari delle foto. A me piace scannerizzare i disegni piu’ belli dei miei figli e stamparli su carta fotografica: la copertina ideale.
5) I libri come regalo: non c’e’ nulla che fa piu’ piacere che un regalo fatto a mano, e i miei figli hanno in piu’ di un’occasione regalato diversi tipi di libri fatti in casa, al papa’, ai nonni, alle maestre. Il primogenito Sorley, in particolare, adora regalare storie illustrate che vengono poi passate con orgoglio a parenti e amici. Un’idea economica e creativa.
6) Situazioni di lettura: per i bimbi che sanno gia’ leggere, create situazioni di lettura nuove e originali, come su una coperta all’aperto, o in una casetta creata mettendo un lenzuolo su un tavolo (piace tanto a Luca, il mio secondogenito), o nel lettone di mamma e papa’. Mio marito ha regalato al nostro primogenito una lucina da libro, in maniera che possa leggere a letto senza disturbare il fratello. Sorley adora leggere sotto le coperte, mentre tutti dormono.
7) Bookshare: da noi i libri non prendono mai polvere. Se i bimbi non li leggono da un po’, e se non ci sono cari come ricordi, li scambiamo con altre famiglie. Le mie amiche mamme apprezzano molto l’idea.
Ricordate, basta cominciare, le idee vengono da sole! Buona lettura e buon storytelling!
(Tratto dal sito mammafelice.it blog di Daniela, http://lestorieonlinedilunablu.blogspot.com)

Leggere (o sentir leggere) fa benissimo ai bambini

Leggete i libri ai vostri bimbi?
Recentemente ho letto un articolo sul giornale  "corriere della sera" dove parla appunto del beneficio della lettura ai bambini piccoli...

Leggere (o sentir leggere)
fa benissimo ai bambini

Nei piccoli, ascoltare libri letti a voce alta, stimola i neuroni e aiuta a moderare comportamenti anti-sociali

BAMBINI
Leggere (o sentir leggere)
fa benissimo ai bambini
Nei piccoli, ascoltare libri letti a voce alta, stimola i neuroni e aiuta a moderare comportamenti anti-sociali


Leggere le fiabe fa bene
Leggere le fiabe fa bene
MILANO -
Leggere fiabe e filastrocche a un bambino, meglio se è ancora molto piccolo, fa bene a lui e ai genitori. Lo dimostrano studi scientifici e numerose esperienze in Italia e all’estero. Come «Nati per leggere», il progetto nazionale senza fini di lucro con il quale, da più di dodici anni, pediatri e bibliotecari lavorano insieme per promuovere nei genitori la buona abitudine di leggere ai propri figli di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Non per farli addormentare, ma per svegliarne la mente. «Una lettura ad alta voce, - afferma il dottor Michele Gangemi, past president dell’Associazione Culturale Pediatri e pediatra di libera scelta in Verona, - è in grado di “rapire” un bambino almeno quanto un videogame».

A VOCE ALTA Ma che cosa spinge i pediatri di libera scelta a mobilitarsi in forze, per un obiettivo che sembra più nelle corde di un educatore o di uno psicologo?«Perché leggere a un bambino ha effetti molto positivi sulla sua salute, sul suo sviluppo cognitivo ed emotivo. E quello di vegliare su tale sviluppo è precisamente uno dei compiti dei pediatri». In due parole, secondo studiosi di tutto il mondo, la lettura ad alta voce è una delle strategie di dimostrata efficacia per prevenire i problemi dello sviluppo e dell’apprendimento nel bambino. Non importa se il bambino abbia appena iniziato a stare seduto senza sostegno, se non abbia ancora detto “mamma”. Anzi, prima si comincia, meglio è. «L’efficacia della lettura ad alta voce in epoca neonatale, - spiega Michele Gangemi, - si fonda sulla teoria dello sviluppo precoce (Early Child Development). Nel bambino molto piccolo, lo stimolo a svolgere un nuovo compito (come quello di ascoltare, appunto) aumenta la sopravvivenza dei nuovi neuroni che si stanno formando: senza compiti, i nuovi neuroni svaniscono. E più il compito è difficile e ripetuto, più aumenta il numero dei neuroni "risparmiati". In pratica, sembra che esista una finestra temporale entro cui l’apprendimento di nuovi compiti può risparmiare i neuroni. È compresa fra prima e seconda settimana dalla nascita della cellula: più precisamente fra il 7° e il 14° giorno e corrisponde al periodo in cui la cellula neonata e non specializzata si differenzia in neurone, emette i filamenti (dendriti) che le permettono di "collegarsi". È così che il neonato diventa sensibile all’apprendimento». Una volta avvenuto il cablaggio, agire sulla plasticità dello sviluppo è ancora possibile, naturalmente, ma è molto più difficile. Ecco perché l’”evangelizzazione” delle mamme comincia dai reparti di maternità degli ospedali e viene proseguita dal pediatra di libera scelta.

IL RUOLO DELLE BIBLIOTECHE -Con la collaborazione delle biblioteche cittadine, che si attrezzano per rendere possibile l’accesso di mamme e bambini. «A Verona, per esempio, presso il mio studio, è attivo un vero e proprio punto prestito, con la restituzione dei libri presso uno dei 12 punti specializzati delle biblioteche cittadine». Una volta cominciato, è importante continuare, perché un intervento sul piacere della lettura può avere un effetto positivo anche più tardi, fino ai sei anni di età. «È proprio questo il periodo in cui si forma la capacità del bambino di "immaginare", di costruire le immagini sotto lo stimolo della lettura, - dice Gangemi. - E in cui si struttura e si conferma il piacere della lettura. Aumentare lo spazio di ascolto, la capacità di costruirsi delle immagini, lo sviluppo della creatività e dell’immaginazione, I bambini, esposti più che in passato a stimolazioni tele-visive, tendono a elaborare meno immagini». Inoltre, la voce della mamma o del papà, e il tempo passato con il bambino (invece di parcheggiarlo davanti alla TV) creano un momento privilegiato e non sostituibile di relazione che fa bene al piccolo, ma anche alla famiglia.
LITERACY Ma c’è di più. «La capacità di leggere, scrivere e comprendere un testo (la “literacy”) fa bene alla salute ed è un indicatore di benessere riconosciuto, - conclude Gangemi. - Buoni livelli di literacy sono legati a un migliore utilizzo dei servizi sanitari e quindi a migliori condizioni di salute. Adolescenti con bassi livelli di literacy sono a rischio almeno doppio di andare incontro a comportamenti aggressivi e antisociali. E il numero di adolescenti in queste condizioni è, purtroppo, in continuo aumento”» È il circolo vizioso, che parte dall’incapacità di leggere e capire e, passando attraverso disagio, frustrazione e riduzione dell’autostima, giunge infine all’aumento del tasso di abbandono scolastico e del rischio di disturbi del comportamento. Un circolo vizioso che colpisce soprattutto i figli di famiglie in condizioni socio-economiche svantaggiate alle quali, prima di tutto, si rivolge «Nati per leggere».
Luciano Benedetti
17 maggio 2011© RIPRODUZIONE RISERVTA

GIOCHI EDUCATIVI

Visto che siamo in tema di giochi..a natale il mio bimbo di 4 anni ha ricevuto il memory e da subito si è molto appassionato!cosi l'altra settimana ho deciso di comprargli le carte UNO e pure con questo gioco l'ho visto molto entusiasto, tanto che ogni sera dopo cena,facciamo una partitina...sono molto contenta perchè sono giochi molto intelligenti ed educativi,quindi
volevo proporveli a voi genitori sempre come passatempo pomeridiano,questi tipi di giochi sono molto divertenti ma allo stesso tempo sono istruttivi ed aiutano a sviluppare le capacità intelletive dei bambini.
Sono strumenti educativi,quindi sono felice di consigliarvelo come alternativa ad altri giochi!

 

GIOCHI DA FARE IN CASA PER BAMBINI DA 0 A 2 ANNI

CIAO BIMBI!!!CIAO MAMME!!CIAO PAPà!!!!

ORMAI LE GIORNATE SONO DIVENTATE BUIE E FREDDE,ALLORA PENSAVO E CREDO CHE SIA UN PROBLEMA UN Pò DI TUTTI I GENITORI..COSA POSSIAMO FAR FARE AI NOSTRI FIGLI?COME IMPEGATE IL POMERIGGIO?COSA GLI FATE FARE?PAPPA..NANNA..UN Pò DI CARTONI ANIMATI E POI??ALLORA SPEGNETE LA TELEVISIONE E LEGGETE UN Pò COSA HO TROVATO DI INTERESSANTE PER GIOCARE IN ALLEGRIA CON I NOSTRI BAMBINI DURANTE QUESTI FREDDI INVERNALI,SONO GIOCHI SEMPLICI E CREATIVI!




DA 0 A 6 MESI

PASSEGGIATA
Prendiamo in braccio il nostro fagottino e portiamolo a passeggio per la casa. Raccontiamo cosa succede nelle varie stanze (in camera da letto mamma e papà fanno la nanna, in cucina la mamma prepara la pappa, in balcone ci sono le piantine... e così via), commentiamo i quadri, inventiamo nomi per i suoi peluches…vedremo il bimbo incantarsi ad ascoltare i nostri racconti, cerchiamo però di essere coerenti e dare sempre le stesse versioni: i bimbi amano le cose ripetute più e più volte e sempre nello stesso modo

BUBU SETTETE
Un gioco antico dal fascino indiscusso. Si può giocare coprendo il volto della mamma con le mani oppure nascondendo un peluches sotto il tavolo per poi farlo riapparire

DINDOLO’
Sediamoci con il bimbo sulle ginocchia e, facendolo dondolare avanti e indietro cantiamogli una breve filastrocca

DA SEI A 12 MESI

COMPROMESSO
Prendere due peluches o due oggetti cari al bimbo, uno lo tiene la mamma e uno il bimbo. Poi chiediamo: ”facciamo cambio?” proponendo il nostro oggetto in cambio del suo. Non manchiamo di dire “grazie” e di elogiare il bimbo quando ci porge il suo giochino!!!

TRAVASI
Prendiamo diversi tipi di contenitori, della pasta o della farina e cominciamo a disporla nei contenitori. I bambini amano i travasi, la loro coordinazione oculo-manuale ne gioverà moltissimo e diverranno sempre più abili!!!

IL FAZZOLETTO
Sediamoci sul tappeto con il bimbo e prendiamo un fazzoletto di stoffa, porgiamo una estremità al bimbo e tiriamo l’altra verso di noi…all’inizio il piccolo si sbilancerà ma, una volta compreso il meccanismo comincerà a tirare a sua volta. A questo punto facciamo finta di cadere e diciamogli allegramente:”come sei forte!!!”


DA 12 A 18 MESI

LE TORRI
I bimbi di questa età adorano fare le torri, impilano qualunque cosa: le costruzioni, i cubi colorati, scatoline… ma il gioco vero è buttare giù la torre…si divertiranno un mondo se inventerete dei suoni fragorosi quando cadono i pezzetti!!!

STRUMENTI MUSICALI FAI-DA-TE
Prendiamo dei materiali di recupero: bottiglie di plastica da 1 litro e da mezzo litro, contenitori di diverse forme, dimensioni e costituite da materiali diversi e poi riempiamoli con: fagioli o lenticchie, farine varie, noci e castagne. Invitiamo il bimbo a scuoterle e a provare le diverse sonorità, dopodichè cantiamo una canzoncina ritmandola con le bottigliette musicali

NASCONDINO
Il mio bimbo di 15 mesi adora giocare a nascondino!!! E’ abilissimo a trovare i nascondigli più remoti e rimane ad aspettare che io lo trovi per molto tempo…immobile e senza emettere suoni…lui tiene la testa bassa e il gioco non finisce se lui non alza la testa per guardarmi!!! Il suo nascondiglio preferito è sotto una sedia ma gli piace anche nascondersi dietro le porte… Attenzione a non lasciare aperti gli armadi!!!

 DA 18 A 24 MESI

 UNO DUE TRE: STELLA!!
I bimbi, al nido, si divertono tantissimo a giocare a questo gioco!!! Le regole sono semplicissime: la mamma si mette ad un capo della stanza ed il bimbo all’altro. La mamma si volta verso il muro e dice “uno, due, tre…” il bambino può muoversi…ma quando la mamma si gira e dice: “stella” il bimbo deve rimanere immobile!!! Quando il bimbo vi raggiungerà elogiatelo e coccolatelo!!!
Non pensate che siano troppo piccoli, vi stupirete di come imparino in fretta!!!

CAMMINA COME….
Anche questo gioco è molto amato dai bimbi di nido. Per raggiungere un oggetto o solo per spostarsi da una stanza all’altra, la mamma chiederà al bambino di fare 2 passi da leone, uno da formica, tre da ippopotamo e così via. Una volta raggiunto il traguardo non mancate di coccolarli ed elogiarli.

Qualsiasi azione che facciamo in casa può diventare un gioco per i nostri figli, fare il bucato o stendere i panni per non parlare poi di cucinare o rassettare una stanza!!! L’importante è il coinvolgimento e l’entusiasmo con il quale proponiamo le attività da fare. I bimbi si divertiranno e anche noi, a fine giornata, ci renderemo conto che il pomeriggio è passato in un baleno!!!

A cura della pedagogista dott.ssa Mariaelena La Banca
(Le informazioni provengono dal sito Pianetamamma.it)